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Le ultime luci della sera


"Una storia che non si farà dimenticare facilmente."
(Il rifugio degli esordienti - un commentatore del libro)

"C'è sempre quell'impressione, sullo sfondo, di avere come una bomba che ticchetta e che sta per esplodere."
(Bruno, un lettore)

"Le ultime luci della sera" è nato da un'immagine. Un ragazzino inginocchiato di fronte a un'edicola sacra, con la testa china e le mani congiunte in segno di preghiera. Una scena forte, la stessa con cui si apre il romanzo e che racchiude in sé una delle tematiche portanti della storia: l'interpretazione distorta dei precetti cristiani. Quel ragazzino, dall'altisonante nome biblico, Elia, piano piano, ha assunto precise fattezze e tratti caratteriali, fino a diventare uno dei motori del romanzo.

"Ho peccato.
«Inginocchiate, Elia.»
Ho peccato, ha ragione papà.
«Inginocchiate, che devi chiede perdono.»"

Con Elia, da quanto racconta Elisabetta R. Brizzi, hanno poi fatto capolino gli altri protagonisti, Giulia, Gabriele e Giovanna. I gemelli sono facce della stessa medaglia, uniti da un legame indissolubile e disposti a sacrificare se stessi per proteggere l'altro dalla furia paterna. La loro è una vita segnata da regole e punizioni severe perché secondo la mente allucinata del padre "chi pecca deve chiedere perdono". E come lui, sono outsider, vivono ai margini per non dare nell'occhio, per nascondere segreti inconfessabili e per vergogna di mostrare alla società, persino agli amici, "come vivono".

"«Dovremo sempre dire di no?»
Gabriele, con la schiena contro il vetro, divenne serio.
«A che ti riferisci?»
«Ai passaggi.»
«Non ci sono alternative.»
«Potrebbero anche non fare storie mamma e papà.»
Il ragazzo corrugò le sopracciglia.
«Giù, non voglio che vedano come viviamo.»"

L'ambientazione è quella di Latina, la città dove Elisabetta è cresciuta e dove vive. Una città che si presta bene alla storia per la sua topografia e per essere circondata da mare, campagna e zone boschive. A dominare su tutto, però, è proprio la campagna, i campi di frumento scottati dal sole, nei quali Elia corre da ragazzino e sui quali si ritrova a lavorare da adulto proseguendo lo stesso mestiere del padre. Anche la casa è la stessa dei genitori e il restare a vivere là diventa la rappresentazione più viva di un passato che si ripete una generazione dopo l'altra. Una casa che invece di essere il luogo sicuro per eccellenza, quello in cui i figli dovrebbero potersi rifugiare, diventa prigione e agonia. Un incubo da cui scappare.

"Gabriele sedé sul pavimento con la testa rivolta al soffitto.
«Prima o poi ce ne andiamo via.»
Giulia, accucciata contro la porta, si soffiò il naso con un asciugamano.
«E quando?»
«Presto, appena ci diplomiamo.»
«È una promessa?»
«È una promessa.»
Rimasero in silenzio, cullati dal rumore della pioggia."

Il passato, per l'appunto, è l'altra tematica de "Le ultime luci della sera". Un replicarsi di giorni uguali e di eventi che hanno segnato, irrimediabilmente, la vita di ogni singolo personaggio, Elia su tutti. L'autrice ne porta a conoscenza il lettore una pagina dopo l'altra attraverso digressioni narrate al tempo presente per conferire alle stesse una maggiore immediatezza e un impatto emotivo più intenso. Alcune di esse, in particolare, lasciano il segno.

"«Pa’… pa’ non… non è vero… io… io…»
«Stai zitto!»
Tommaso squadra il figlio dalla testa ai piedi. Dà una rapida occhiata dietro di sé. Gli sputa addosso e si allontana, ricomponendosi.
Elia resta fermo per un po’, dopo si appoggia al muro e si lascia scivolare sul pavimento. Tira le gambe al petto e ci nasconde il viso."

Il libro è suddiviso in sei parti e il titolo dato a ognuna è un'indicazione di ciò che avverrà. Ad apertura di ogni parte, inoltre, sono posti i flash back. Ed è proprio attraverso questi ultimi che veniamo a conoscenza dei "perché" celati nei comportamenti dei protagonisti. Un'ulteriore prova che ciò che siamo deriva da ciò che abbiamo vissuto.

Lo stile di Elisabetta è asciutto sebbene abbia punte di liricità. Non ci sono "riempitivi", ogni scena accade per una precisa ragione. Un motivo che emerge andando avanti con la lettura. La sua bravura sta anche in questo. Nella capacità di tenere il lettore incollato alle pagine, di stimolare in lui la voglia di andare avanti perché arrivare alla fine del libro è l'unico modo per "capire" davvero ogni cosa.

Da citare anche le descrizioni, realistiche e in grado di focalizzare subito l'immagine dell'ambiente. Chi non conosce Latina non farà fatica a immaginarla mentre chi ci vive riconoscerà subito i luoghi. In questo romanzo la parola si fa cinepresa, è un vero film sulla carta.

"Ondeggiano i campi di granoturco disturbati dal vento. Il loro fruscio s’insinua nella pace della campagna e la distorce. Un passo dopo l’altro, Elia oltrepassa il cancello della sua proprietà e si avvia verso casa con la cartella sulle spalle. Il sudore, sciolto sulla fronte, gli si annida nell’incavo del collo bagnando il colletto della maglia. Raggiunge il portico, sale il primo gradino e si ferma voltandosi all’ingresso della stalla. Suo padre è un’ombra tra le vacche. Sposta lo sguardo all’edicola sacra coperta dal sole. Indugia sul Gesù in croce e poi entra nell’abitazione. Posa la borsa sul divano. La sala è vuota. La quiete assoluta."

Elisabetta ne "Le ultime luci della sera", opera costata un lungo lavoro di stesura e revisione, affronta situazioni e temi scottanti. Dagli abusi alle violenze domestiche, alla religione, all'omosessualità, arrivando a realizzare un'opera coraggiosa e intensa, in cui trascina il lettore nei lati più biechi della natura umana. Non edulcora niente, non risparmia niente. Ci fa vedere tutto, mettendoci di fronte ai mostri che spesso si nascondono dietro le facce benpensanti della gente. Dopotutto, come lei stessa ama dire, "quando scrivo m'immedesimo completamente nei personaggi, mi ci immergo dalla testa ai piedi, senza paura di sporcarmi le mani". E se leggerete "Le ultime luci della sera" non potrete che essere d'accordo con lei.

"Le ultime luci della sera" è disponibile in tutti gli store online in digitale ed entro luglio sarà anche in vendita nella versione cartacea.
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 (Presentazione a cura di Silvia, 
responsabile del sito di cultura GoodMorning)


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